giovedì 13 agosto 2020



Mi dice la mia casa:
"Non abbandonarmi, il tuo passato è qui".
Mi dice la mia strada:
"Vieni, seguimi, sono il tuo futuro".
E io dico alla mia casa e alla mia strada:
"Non ho passato, non ho futuro.
Se resto qui c'è un andare nel mio restare;
se vado là c'è un restare nel mio andare".
Solo l'amore e la morte cambiano ogni cosa.

Khalil Gibran



Ph Anna O

mercoledì 12 agosto 2020

Una ragnatela di parole è l’inferno per chi vi resta impigliato. Sii cauto con le parole, sceglile bene, prendi parole sicure, parole prive di appigli. Non tesserne una all’altra, affinché non ne nasca una ragnatela, perché tu saresti il primo a restarvi impigliato. La parola è quel vi è di più futile e di più potente. Nella parola confluiscono il vuoto e il pieno.

Carl Gustav Jung




mercoledì 22 novembre 2017





[...]
- E come è stato il suo di tempo?
- "Tutto sommato fortunato. Ho avuto ai miei inizi due grandi regali: il lavoro con gli altri e un nonno cieco che mi obbligava a leggergli quello che lui da giovane aveva letto. Cioè i capolavori della letteratura francese. Spesso non capivo e arrancavo davanti a questo strano 'Omero'. Ma mi è servito. Ho imparato ad amare i libri. Oggi mi sorprendo a volte a spostarli nella mia biblioteca".
- Perché?
- "Perché c' è un ordine segreto. I libri non puoi metterli a caso. L'altro giorno ho riposto Cervantes accanto a Tolstoj. E ho pensato: se vicino ad Anna Karenina c'è Don Chisciotte, di sicuro quest'ultimo farà di tutto per salvarla".
- E Darwin dove lo metterebbe?
- "Vicino a Marx. I due sono fatti per intendersi".
- Mi tolga una curiosità: davvero Darwin ha parlato dei capitombolari?
- "Parola di regista".


__ Ettore Scola __

(da un'intervista di A.Gnoli per "la Repubblica" del 13 gennaio 2013)


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mercoledì 15 luglio 2015

Oggi le mani sono la memoria.
L’anima non ricorda, è addolorata
da tanto ricordare. Ma nelle mani resta
il ricordo di quello che hanno stretto.


Pedro Salinas, da La memoria nelle mani


giovedì 2 luglio 2015

Puoi svalutarmi nella storia
Con le tue amare, contorte bugie;
Puoi schiacciarmi a fondo nello sporco
Ma ancora, come la polvere, mi solleverò


La mia presunzione ti infastidisce?
Perché sei così coperto di oscurità?
Perché io cammino come se avessi pozzi di petrolio
Che pompano nel mio soggiorno
Proprio come le lune e come i soli,
Con la certezza delle maree,

Proprio come le speranze che si librano alte,
Ancora mi solleverò
Volevi vedermi distrutta?
Testa china ed occhi bassi?
Con le spalle che cadono come lacrime,
Indebolita dai miei pianti di dolore?

La mia arroganza ti offende?
Non prenderla troppo male
Perché io rido come se avessi miniere d’oro
Scavate nel mio giardino

Puoi spararmi con le tue parole,
Puoi tagliarmi coi tuoi occhi,
Puoi uccidermi con il tuo odio,
Ma ancora, come l’aria, mi solleverò.

La mia sensualità ti disturba?
Ti giunge come una sorpresa
Che io balli come se avessi diamanti
Al congiungersi delle mie cosce?

Fuori dalle capanne della vergogna della storia
Io mi sollevo
In alto, da un passato che ha radici nel dolore
Io mi sollevo
Io sono un oceano nero, agitato ed ampio,
Sgorgando e crescendo io genero nella marea.

Lasciando dietro notti di terrore e paura
Io mi sollevo
In un nuovo giorno che è meravigliosamente limpido
Io mi sollevo
Portando i doni giunti dai miei antenati,
Io sono il sogno e la speranza dello schiavo.
Io mi sollevo
Io mi sollevo
Io mi sollevo

Maya Angelou


mercoledì 1 luglio 2015

Bisogna prestarsi agli altri
e darsi a se stessi

Vivre sa vie, JL Godard


Mariam Sitchinava Photography

giovedì 4 giugno 2015



Ora sì che so cos'è la solitudine, credo. O per lo meno la solitudine passeggera. Parte da un punto indefinito dell'io: come una malattia del sangue che si diffonde in tutto il corpo sicchè non si può localizzarne il focolaio, l'origine del contagio. (..)

Nostalgia, è questa la definizione comune del malessere che ora mi domina.

Sylvia Plath


Andrea Torres Balaguer, ph