giovedì 30 agosto 2012

Osserva il gregge che pascola davanti a te: non sa che cosa sia ieri, che cosa sia oggi: salta intorno, mangia, digerisce, salta di nuovo. È così dal mattino alla sera e giorno dopo giorno, legato brevemente con il suo piacere ed il suo dis
piacere, attaccato cioè al piolo dell'attimo e perciò né triste né annoiato… L'uomo chiese una volta all'animale: "Perché mi guardi soltanto senza parlarmi della felicità?" L'animale voleva rispondere e dice: "Ciò avviene perché dimentico subito quello che volevo dire" – ma dimenticò subito anche questa risposta e tacque: così l'uomo se ne meravigliò. Ma egli si meravigliò anche di se stesso, di non poter imparare a dimenticare e di essere sempre accanto al passato: per quanto lontano egli vada e per quanto velocemente, la catena lo accompagna. È un prodigio: l'attimo, in un lampo è presente, in un lampo è passato, prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna come fantasma e turba la pace di un istante successivo. Continuamente si stacca un foglio dal rotolo del tempo, cade, vola via – e improvvisamente rivola indietro, in grembo all'uomo. Allora l'uomo dice "Mi ricordo".

Friedrich Nietzsche - Considerazioni inattuali 














lunedì 27 agosto 2012

E sì, mi manca ancora. Per quanto incomprensibile possa essere, sento ancora la sua mancanza. La sento soprattutto in questo tipo di situazione, quando esco, quando mi siedo in un ristorante con qualcuno, quando viene un po’ di sole dopo che ha piovuto, quando la normalità incalza. E’ soprattutto in quei momenti che mi domando cosa ci faccio lì. Perché rimango. Perché non me ne vado. E perché quello che mangio non sa di niente. E perché delle cose che dicono gli amici, non mi
importi assolutamente nulla. E risponda per pura cortesia, sperando che se la bevano e pensando che se pure non se la bevono fa lo stesso. E perché quando mi sembra di cominciare a rilassarmi, finalmente, vengo subito assalito dal solito stormo di piccoli ricordi felici che vuole portarmi via da dove sto. E perché mi sembra di aver lasciato la vita da qualche parte.

Ma dove?

Diego De Silva




domenica 26 agosto 2012

Lettera

Senti…ho provato a scrivere tutto quello che c’è tra me e te, tutto quello che penso, che provo, che sento, che spero, che giuro, che voglio, che imbroglio, che credo di aver capito, che so di non aver capito e che comunque che.
Poi ho tolto tutto quello che non è essenziale, tutto quello che fa paura, tutto quello che non è sincero, tutto quello che non è vero… …tutto quello che non importa, tutto quello che non conta, tutto quello che può essere frainteso, conteso, mistificato, dimenticato, perso: insomma tutto quello che.
Alla fine è rimasto questo:
sono felice quando sei felice, sono triste quando sei triste.
E quando non ci sei mi manchi.

Carlo Lucarelli









sabato 25 agosto 2012

Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.

Rita Levi Montalcini






venerdì 24 agosto 2012

Ti chiamano avvenire
perché non vieni mai.
Ti chiamano: avvenire,
e aspettano che tu arrivi
come un animale mansueto
a mangiare dalle loro mani.
Ma tu rimani
al di là delle ore,
rintanato chissà dove.


…Domani!

E domani sarà un altro giorno tranquillo
Un giorno come oggi, giovedì o martedì,
o qualunque altra cosa ma non quello
che continuiamo ad aspettare, ancora, sempre.

Angel Gonzalez




giovedì 23 agosto 2012

'Sta mattina, lavando dei piatti della sera prima, ho realizzato: ho bisogno di te anche per aprire la macchinetta del caffè. 

Ci ho provato, giuro, ci ho provato con tutte le mie forze ad aprire quella dannata macchinetta, ma alla fine, come a mio solito, mi sono arresa e l'ho lavata solo fuori; lasciando tutto il caffè all'interno.

E' così che fanno le persone: si svegliano con gli occhi ancora bagnati dalle lacrime lasciate sul cuscino durante la notte, si fanno una doccia, indossano i vestiti più colorati che hanno per ingannare sé e gli altri sul proprio vero stato d'animo, si piantano un falso sorriso in piena faccia ed escono a fare la vita di ogni giorno.

Peccato che dentro siano marci, spezzati, sporchi. il ''caffè'' non è stato lavato via e sono consapevoli che da soli non ci riusciranno mai.

Continueranno a lavarsi in superficie, lasciando che il cuore pian piano vada in putrefazione.

Carlotta Gambarini








L’amore necessario

La distanza fisica non è un riposo, ma un tormento in più, di cui sono prigioniera in questa notte fredda. E’ la tua assenza che mi spinge ad affrontare, nella lontananza, l’invadente assedio d’immagini che non riesco a scacciare. Stanotte tu esisti oltre me e contro di me. Non mi appartieni. Ti vorrei dimenticare e non ci riesco. Sei dentro di me come un’eco. E’ questo equivalente interno, una specie di formula carnale della tua presenza che ti fa esistere nella mia testa. E
allora, basta che io dica basta e smetterò di pensare a te. Ma se smetto, a cosa penserò? Al mio vuoto? E’ perchè si è vuoti che ci si lascia invadere? E’ il vuoto in cui si galleggia che ci annega? Siamo vuoti, tutti vuoti… o sono io, io sola, a non possedere nulla? Io sola a provare la sottile, inestirpabile, vorace sensazione che la vita non sia mai quella che vivo, ma sempre un’altra? E’ strano, ma non ho mai avuto la forza di illudermi di essere qualcosa… La mia forza è un’altra, ambigua, intrisa di orgoglio e di vergogna. Si nutre di coraggio, si affama di paura. Conta sul cuore, per me è questo l’organo dell’intelligenza. Col cuore penso. Che esiste il mondo, me lo assicura il mio cuore animale, vivo, pulsante. Che ora batte per te. Certe piante, per crescere, si dice debbano ”mettere cuore”. L’amore si fissa così nel corpo, si radica, cresce e sviluppa nel cuore. Ecco perchè io l’ho coltivato, il mio: non volevo un cuore incerto, avaro. Non volevo un cuore spaventato. Le sofferenze d’amore che ho patito sono state esercizi per renderlo forte. Ci sono dolori che fanno bene. Io l’ho imparato con te. Ho patito la maledizione di un amore assetato, affamato, che mi rendeva tanto più indigente, quanto più ne domandavo. La vera via, ora capisco, è di non chiederlo.

Ora io l’offro, l’amore. Ne sono capace.


Nadia Fusini




A volte soffoco e muoio

la mia anima non è contenta e cerca sotto le mie scarpe
cose sciupate o perdute...

Pablo Neruda





martedì 21 agosto 2012

Ho sbagliato.
Spesso e tanto, ma l’ho fatto in buona fede, per un fine che credevo degno e giusto; ho sbagliato perché sono un essere umano, ho dei limiti e, nonostante tutti i miei sforzi, non sono riuscito ad arrivare dove volevo, ho scoperto che ciò a cui miravo, era completamente diverso da come me l’ero immaginato; almeno, ho vissuto.

Eugenio Montale






domenica 19 agosto 2012

Desideravo vederti:
desidero la fantasia dei tuoi capelli
a inaugurare grida
di libertà in ore troppo lente; la rivolta
dei tuoi polsi terrestri
che muovono inizi di bandiere,
e accusano l’indugio, la disperazione
cauta, il tempo.
Mi occorre l’urlo d’uno sguardo

ed oltre la violenza del tuo esistere
io esigo il gesto d’un tuo riso.

Giorgio Manganelli






Parlami per immagini
per sogni
e fotografie
dimmi che colori senti sul tuo palato
mentre pensi a quello che volevi dirmi
parlami così
ed io non potrò capirti
ma senza accorgermene ci sarò anche io
starò nel posto dove solo tu puoi esistere

e potrò esisterci anche io
nei tuoi pensieri.


Lorenzo Kruger






domenica 12 agosto 2012


Ti sto chiamando
con la voce
con il corpo
con la vita
con tutto ciò che ho
e che non ho.

Idea Vilarino







sabato 11 agosto 2012



Io penso, cerco di capire le cose.
Vedo esattamente ciò che dovrei evitare.

Poi, all’improvviso, mi ritrovo a letto proprio con quella cosa lì,
e ci sto facendo l’amore.


Saul Bellow



Ph R.Cairns





Io sempre in prima fila
quando c’è da sperare,
sempre in ammirazione
per chi fa qualche cosa,
forse, mi dico,
mi prenderà con sé,
poi son delusa a morte e mi ubriaco
di utopie e apocalissi.


Per fortuna gli altri non lo sanno,
i cari altri
che tutto possono,
da cui tutto dipende:
io sono peggio del cucciolo che sbrana
il cuscino, la cuccia
se lo lasciano a casa,
io sbrano anche me stessa.


Anna Maria Carpi









venerdì 10 agosto 2012

Ti penso come lo potrebbe fare il vento,
con rabbia, foglie in cielo, accanimento.

Vittorio Lingiardi


    ph.S.Kubrick



giovedì 9 agosto 2012

C'era qualcosa in te, mi dicevo, che nel medesimo tempo attraeva e respingeva, struggeva e terrorizzava. Come si guarda dall'ultimo piano di un grattacielo e ci sembra di volare, ma insieme ci sembra di precipitare nel vuoto...

Oriana Fallaci








Anche tu hai preferito sentire la mia mancanza, perchè avermi forse ti costava fatica.

M. Mazzantini








Non so con chi adesso sei
non so che cosa fai ...

E penso a te - Mina






 
La mia indipendenza, che è la mia forza, implica la mia solitudine, che è la mia debolezza.

Pier Paolo Pasolini
 
 




mercoledì 8 agosto 2012


Su certi treni non ci sali perché non hai voglia di salirci, semplicemente, perché vuoi raggiungere un’altra destinazione.

E di aver perso quei treni , se pure a qualcuno dispiacerà, non ti pentirai mai. Li perdi di proposito. Ci sono stazioni dove non c’è nessuno che vuoi abbracciare.

(Massimo Bisotti)





Lei dovrebbe imparare a dimenticare... Perché il suo cervello è come la resina, quando qualcosa ci resta impigliato dentro non esce più...

Szabò
 
 



martedì 7 agosto 2012


Ora sono costretta a rimanere ferma e silenziosa; per quanto corra non arrivo da nessuna parte, se grido nessuno mi sente...ho passato tutta la vita a remare contro corrente; sono stanca, voglio girarmi, abbandonare i remi e lasciare che la corrente mi trasporti dolcemente fino al mare.

- Isabel Allende, Paula