e tenerli a posto... in quel che si chiama Ordine.
giovedì 31 gennaio 2013
mercoledì 30 gennaio 2013
Per ribellarsi occorrono sogni che bruciano anche da svegli, occorre il dolore dell’ingiustizia, la febbre che toglie all'uomo la malattia della paura, dell’avidità, del servilismo. Per ribellarsi bisogna saper guardare oltre i muri, oltre il mare, oltre le misure del mondo. La miseria dell’uomo incendia la terra ovunque, ma è un fuoco sterile, che cancella e impoverisce. È un fuoco che odia ciò che lo genera, è cenere senza storia. Saper bruciare solo ciò da cui poi nascerà erba nuova, ecco la vera ribellione.
Stefano Benni
lunedì 28 gennaio 2013
lunedì 21 gennaio 2013
Forse si muore oggi - senza morire.
Si spegne il fuoco al centro.
Sanguinano le bandiere. Generale è la resa.
Ciò che nasce ora crescerà in prigionia.
Reggete ancora porte invisibili dell'alleanza
bastioni di sereno. Puntellate il bene
che si sfalda in briciole in cartoni.
Il popolo è disperso. In seno ad ognuno cresce
il debole recinto della paura - la bestia spaventosa.
A chi chiedere aiuto? E' desolato deserto il panorama.
Si faccia avanti chi sa fare il pane.
Si faccia avanti chi sa crescere il grano.
Cominciamo da qui.
M.GUALTIERI
Si spegne il fuoco al centro.
Sanguinano le bandiere. Generale è la resa.
Ciò che nasce ora crescerà in prigionia.
Reggete ancora porte invisibili dell'alleanza
bastioni di sereno. Puntellate il bene
che si sfalda in briciole in cartoni.
Il popolo è disperso. In seno ad ognuno cresce
il debole recinto della paura - la bestia spaventosa.
A chi chiedere aiuto? E' desolato deserto il panorama.
Si faccia avanti chi sa fare il pane.
Si faccia avanti chi sa crescere il grano.
Cominciamo da qui.
M.GUALTIERI
La domanda più indiscreta, più insolente, più insoffribile, e la più comune anche, la più poliglotta, la più persecutoria, al telefono e faccia a faccia, la domanda che mette alla tortura chi ama la verità perché la si formula per avere in risposta una miserabilissima bugia è: "Come stai?"
G. Ceronetti, La fragilità del pensare
G. Ceronetti, La fragilità del pensare
domenica 20 gennaio 2013
martedì 15 gennaio 2013
Vedi, c’è poco da dire. Mi piaci, voglio te, voglio stare con te. Voglio annusarti i capelli tutti i giorni, poter star seduto su un marciapiede a sentirti ridere. Ho voglia di trovare un tuo messaggio appena rientro a casa, di sentire la tua testa sulla mia spalla, giocare con le tue dita e passarti la mano tra i capelli. Non ho nulla da dire. Mi manchi, voglio te.
- cit.
- cit.
domenica 13 gennaio 2013
sabato 5 gennaio 2013
venerdì 4 gennaio 2013
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