Ho avuto anch’io abbastanza punti ciechi nella mia esperienza da rendermi conto che, anche se può essere facile sgomberare le macerie della propria vita, è molto più difficile smettere di toccarsi le cicatrici.
Peter Orner
sabato 31 agosto 2013
giovedì 29 agosto 2013
mercoledì 28 agosto 2013
Ci sono assenze che sono scuse, assenze che sono pause.
Ci sono mancanze che restano, presenze che stancano, tenute in vita artificialmente soltanto dall’abitudine.
Al di là di ogni apparenza, in un mondo in cui quasi tutto si cancella in fretta per fare spazio a centomila possibili novità, qualcosa la metti a fuoco oltre ogni previsione possibile e per quanto ci provi non puoi negarla ai tuoi occhi.
”Più ti manca qualcuno più è ovunque presenza.”
Massimo Bisotti
martedì 27 agosto 2013
Una beffarda legge della vita è la seguente: non chi dà ma chi esige, è amato. Cioè, è amato chi non ama, perché chi ama dà. E si capisce: dare è un piacere più indimenticabile che ricevere; quello a cui abbiamo dato, ci diventa necessario, cioè lo amiamo.
Il dare è una passione, quasi un vizio.
La persona a cui diamo, ci diventa necessaria.
Cesare Pavese - "Il Mestiere di Vivere" (1952)
Il dare è una passione, quasi un vizio.
La persona a cui diamo, ci diventa necessaria.
Cesare Pavese - "Il Mestiere di Vivere" (1952)
domenica 25 agosto 2013
venerdì 23 agosto 2013
P.R.N.: termine utilizzato nelle prescrizioni mediche che deriva dal latino "pro re nata", ovvero secondo necessità, al bisogno, quando le circostanze lo richiedono.
Terapie da assumere PRN: antidolorifici, antinfiammatori, antipiretici, sonniferi, calmanti, e poi...
gli abbracci,
i "ti voglio bene",
i "comunque vada, sono con te".
Ho una solitudine
così affollata
così piena di nostalgie
e di volti di te
di congedi passati
e baci benvenuti
alla prima occasione
e in ultimo termine
Ho una solitudine
così affollata
che posso organizzarla
come fosse un corteo
per colori
misure
e promesse
per epoche
per tatto
e per sapore
senza esitare
mi abbraccio alle tue assenze
che vengono e mi assistono
col mio volto di te
sono pieno di ombre
di notti e desideri
di molte risa e qualche
disappunto
Mario Benedetti
giovedì 22 agosto 2013
Non restare immobile
sul bordo della strada
non congelare il giubilo
non amare con noia
non ti salvare adesso
né mai
non ti salvare
non ti riempire di calma
non riservarti del mondo
solo un angolo tranquillo
non lasciar cadere le palpebre
pesanti come giudizi
non restare senza labbra
non ti addormentare senza sonno
non pensarti senza sangue
non giudicarti senza tempo
ma se malgrado tutto
non puoi evitarlo
e congeli il giubilo
e ami con malavoglia
e ti salvi adesso
e ti riempi di calma
e riservi del mondo
solo un angolo tranquillo
e lasci cadere le palpebre
pesanti come giudizi
e ti asciughi senza labbra
e ti addormenti senza sonno
e ti pensi senza sangue
e ti giudichi senza tempo
e resti immobile
sul bordo della strada
e ti salvi allora
non restare con me
Mario Benedetti
sul bordo della strada
non congelare il giubilo
non amare con noia
non ti salvare adesso
né mai
non ti salvare
non ti riempire di calma
non riservarti del mondo
solo un angolo tranquillo
non lasciar cadere le palpebre
pesanti come giudizi
non restare senza labbra
non ti addormentare senza sonno
non pensarti senza sangue
non giudicarti senza tempo
ma se malgrado tutto
non puoi evitarlo
e congeli il giubilo
e ami con malavoglia
e ti salvi adesso
e ti riempi di calma
e riservi del mondo
solo un angolo tranquillo
e lasci cadere le palpebre
pesanti come giudizi
e ti asciughi senza labbra
e ti addormenti senza sonno
e ti pensi senza sangue
e ti giudichi senza tempo
e resti immobile
sul bordo della strada
e ti salvi allora
non restare con me
Mario Benedetti
martedì 20 agosto 2013
lunedì 19 agosto 2013
Le stazioni. Le stazioni lo sanno.
Non smetteranno mai di affascinarmi, perché sono luoghi dove le persone si ricongiungono e si separano, e infatti ci si abbraccia tantissimo, nelle stazioni. Come se si volesse lasciare un po' di sé su chi se ne va affinché non ci dimentichi, oppure riprendersi addosso tutto ciò che ci è mancato da chi torna, o semplicemente sentire se chi torna c’è ancora, se non è mai andato via, o se chi deve partire ha comunque voglia di restare. Quando finisce un’attesa o inizia una mancanza le parole non bastano mai, allora servono gli abbracci.
E questo le stazioni lo sanno.
‘Ché il peggior treno perso è un abbraccio mancato.
domenica 18 agosto 2013
Di giorno aspetti l’autobus, il treno, il suono della campanella, il pranzo, la fine dell’orario lavorativo, oppure che smetta di piovere per uscire di casa… Sono quelle attese di routine, spesso assai fastidiose, ma comunque sopportabili, perché hanno una scadenza a termine. Di notte, però, non è così semplice. Di notte aspetti i sogni che ti cullino il sonno, aspetti “quella telefonata" che tarda ad arrivare, aspetti che si sbroglino i pensieri, aspetti una soluzione, la mattina di un giorno importante, aspetti un segnale, una “buonanotte". Di notte aspetti l’Amore. Le attese, di notte, sono molto, molto di più faticose di una semplice attesa. Perché di notte si aspetta sempre da soli. E quello che aspetti di notte non sai mai se arriverà. L’attesa di giorno è necessaria alla sopravvivenza. Ma quella di notte è ancora più essenziale: di notte si aspetta di vivere. Eppure, non tutto ciò che si aspetta di notte merita un’attesa. E allora, all’improvviso, certe notti, mentre continui ad aspettare, arriva ciò che non t’aspetti: il coraggio di una decisione. Quella di smettere di aspettare.
… Di notte si aspetta. Si aspetta. Si aspetta sempre. Tutti, chi più chi meno, di notte aspettano, prima o poi.Cosa aspettano? Qualcosa di veramente importante. Oppure il coraggio di smettere di aspettare. Per tornare a vivere.
“Sono una persona emotiva che comprende la vita solo poeticamente, musicalmente, nella quale i sentimenti sono molto più forti di qualsiasi ragione. Sono così assetata di meraviglia che solo lo straordinario ha potere di su me. Tutto ciò che non riesco a trasformare in qualcosa di straordinario, lo lascio andare. La realtà non m’impressiona. Credo solamente nell’ebrezza, nell’estasi, e quando la vita ordinaria mi vincola fuggo, in un modo o in un altro.”
I am an excitable person who only understands life lyrically, musically, in whom feelings are much stronger as reason. I am so thirsty for the marvelous that only the marvelous has power over me. Anything I can not transform into something marvelous, I let go. Reality doesn't impress me. I only believe in intoxication, in ecstasy, and when ordinary life shackles me, I escape, one way or another.
- Anais Nin
Addio,
dimentica
e perdona.
E brucia le lettere,
come un ponte.
E che sia il tuo viaggio
coraggioso,
che sia dritto
e semplice.
E che ci sia nell’oscurità
a brillare per te
un filo di stelle argentato,
che ci sia la speranza
di scaldare le mani
vicino al tuo fuoco.
Che ci siano tormente,
nevi, piogge
e lo scoppiettio furioso della fiamma,
e che tu abbia in futuro
più fortuna di me.
E che possa esserci una possente e splendida
battaglia
che risuona nel tuo petto.
Sono felice
per quelli che forse
sono
in viaggio con te.
Brodskij
dimentica
e perdona.
E brucia le lettere,
come un ponte.
E che sia il tuo viaggio
coraggioso,
che sia dritto
e semplice.
E che ci sia nell’oscurità
a brillare per te
un filo di stelle argentato,
che ci sia la speranza
di scaldare le mani
vicino al tuo fuoco.
Che ci siano tormente,
nevi, piogge
e lo scoppiettio furioso della fiamma,
e che tu abbia in futuro
più fortuna di me.
E che possa esserci una possente e splendida
battaglia
che risuona nel tuo petto.
Sono felice
per quelli che forse
sono
in viaggio con te.
Brodskij
sabato 17 agosto 2013
"Che cosa mi dite dell'arte?" ella chiese.
"L'amore?"
"Un'illusione".
"La religione?"
"L'alternativa elegante alla fede".
"Siete uno scettico".
"Mai! Lo scetticismo è il principio della fede".
"Che cosa siete?"
"Definire è limitare".
"Datemi un filo".
"I fili si spezzano. Vi perdereste nel labirinto".
"Mi confondete. Parliamo di qualcun altro".
Oscar Wilde - "Il Ritratto di Dorian Gray"
Entrai in una fase in cui soltanto gli spiragli di vuoto, le assenze, i silenzi, le lacune, i nessi mancanti, le smagliature nel tessuto del tempo mi parevano racchiudere un senso e un valore. Spiavo attraverso quelle brecce il grande regno del non essere, vi riconoscevo la mia vera patria, che rimpiangevo d’aver tradito in un temporaneo obnubilamento della coscienza; […]sognavo l’annullamento d’ogni dimensione, d’ogni durata, d’ogni sostanza, d’ogni forma.
Le Cosmicomiche
Italo Calvino
venerdì 16 agosto 2013
mercoledì 14 agosto 2013
“E’ una specie di gioco. Serve quando hai lo schifo addosso, che proprio non c’è verso di togliertelo. Allora ti rannicchi da qualche parte, chiudi gli occhi, e inizi ad inventarti delle storie. Quel che ti viene. Ma lo devi fare bene. Con tutti i particolari. E quello che la gente dice, e i colori, e i suoni. Tutto. E lo schifo a poco a poco se ne va. Poi ritorna, è ovvio, ma intanto, per un po’, l’hai fregato.”
Castelli di Rabbia - Alessandro Baricco
Castelli di Rabbia - Alessandro Baricco
martedì 13 agosto 2013
lunedì 12 agosto 2013
domenica 11 agosto 2013
“Ma forse non ogni uomo è uomo; e non tutto il genere umano è genere umano. Questo è un dubbio che viene, nella pioggia, quando uno ha le scarpe rotte, e non più nessuno in particolare che gli occupi il cuore, non più vita sua particolare, nulla più di fatto e nulla da fare, neanche da temere, nulla più da perdere, e vede, al di là di se stesso, i massacri del mondo.
Un uomo ride e un altro piange. Tutti e due sono uomini; anche quello che ride è stato malato, è malato; eppure egli ride perché l’altro piange.”
Conversazione in Sicilia
Elio Vittorini
Con cosa posso trattenerti?
Ti offro strade deserte, tramonti disperati, la
luna di periferie degradate.
Ti offro l’amarezza di un uomo che ha guardato
a lungo la luna solitaria.
Ti offro i miei antenati, i miei morti, i fantasmi
a cui i vivi hanno reso onore nel bronzo:
il padre di mio padre ucciso alla frontiera di
Buenos Aires, due proiettili attraverso i suoi polmoni,
barbuto e morto, avvolto dai suoi soldati nella
pelle di una mucca; il nonno di mia madre
-appena ventiquattrenne- a capo di trecento
uomini in Perù, adesso spettri su
cavalli svaniti.
Ti offro tutto ciò che i miei libri possono contenere,
tutta la virilità e l’ironia della mia vita.
Ti offro la lealtà di un uomo che non è mai
stato leale.
Ti offro quel nocciolo di me stesso che ho preservato,
in qualche modo -il centro del cuore che non ha a che fare
con le parole, che non tratta coi sogni, e che
non è toccato dal tempo, dalla gioia, dalle avversità.
Ti offro il ricordo di una rosa gialla vista
al tramonto, anni prima che tu nascessi.
Ti offro spiegazioni su di te, teorie su
di te, autentiche e sorprendenti notizie su
di te.
Posso darti la mia solitudine, la mia oscurità, la
fame del mio cuore; sto cercando di corromperti
con l’incertezza, col pericolo, con la sconfitta.
Jorge Luis Borges
Ti offro strade deserte, tramonti disperati, la
luna di periferie degradate.
Ti offro l’amarezza di un uomo che ha guardato
a lungo la luna solitaria.
Ti offro i miei antenati, i miei morti, i fantasmi
a cui i vivi hanno reso onore nel bronzo:
il padre di mio padre ucciso alla frontiera di
Buenos Aires, due proiettili attraverso i suoi polmoni,
barbuto e morto, avvolto dai suoi soldati nella
pelle di una mucca; il nonno di mia madre
-appena ventiquattrenne- a capo di trecento
uomini in Perù, adesso spettri su
cavalli svaniti.
Ti offro tutto ciò che i miei libri possono contenere,
tutta la virilità e l’ironia della mia vita.
Ti offro la lealtà di un uomo che non è mai
stato leale.
Ti offro quel nocciolo di me stesso che ho preservato,
in qualche modo -il centro del cuore che non ha a che fare
con le parole, che non tratta coi sogni, e che
non è toccato dal tempo, dalla gioia, dalle avversità.
Ti offro il ricordo di una rosa gialla vista
al tramonto, anni prima che tu nascessi.
Ti offro spiegazioni su di te, teorie su
di te, autentiche e sorprendenti notizie su
di te.
Posso darti la mia solitudine, la mia oscurità, la
fame del mio cuore; sto cercando di corromperti
con l’incertezza, col pericolo, con la sconfitta.
Jorge Luis Borges
giovedì 8 agosto 2013
C’è chi dice che non bisogna aspettarsi niente da nessuno per non restare delusi. Io invece voglio continuare testardamente ad aspettarmi tutto, tutto ciò che spero, tutto ciò che desidero, tutto ciò che credo di meritare, eccome se lo aspetto, anche se non arriva, anzi in quel caso lo aspetto di più, lo pretendo. Per non morire dentro. Perché la delusione fa male, ma smettere di credere in chi ci sta accanto fa male di più.
E poi, in fondo, la delusione è ancora amore, no?
E poi, in fondo, la delusione è ancora amore, no?
martedì 6 agosto 2013
Neanche una riga per me, che te ne ho regalate tante.
Ultimo, mi piaceva come mettevi le mani nei pianoforti,
che sembrava avessi paura di fargli del male.
Ultimo, mi piaceva come raccontavi le storie a metà.
Ultimo, mi piaceva il tuo nome, e come dormivi.
Ultimo, mi piaceva che parlavi sottovoce.
Mi piaceva che ti piacevo.
E mi dispiace per quella notte là.
A. Baricco, Questa storia
Ultimo, mi piaceva come mettevi le mani nei pianoforti,
che sembrava avessi paura di fargli del male.
Ultimo, mi piaceva come raccontavi le storie a metà.
Ultimo, mi piaceva il tuo nome, e come dormivi.
Ultimo, mi piaceva che parlavi sottovoce.
Mi piaceva che ti piacevo.
E mi dispiace per quella notte là.
A. Baricco, Questa storia
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