mercoledì 26 settembre 2012

Non ti piacque mai ricevere
Le lettere che ti spedii.
Ma ora hai capito l'essenza
Di quello che le mie lettere significavano.
Le stai leggendo ancora,
Quelle che non bruciasti.
Le premi contro le tue labbra,
Le mie pagine di preoccupazione.

Io dissi che c'era un'alluvione.
Io dissi che non c'era rimasto niente.
Io speravo che tu saresti venuta.
Ti diedi il mio indirizzo.
La tua storia era così lunga,
La congiura così intensa,
Ti servirono anni per attraversare
Le linee di auto-difesa.
Le sagome ferite appaiono:
La sconfitta, la distesa gremita;
E semplice cortesia quì,
La solitudine prolungata.
Tu cammini dentro la mia stanza.
Tu stai in piedi vicino alla mia scrivania,
Incomincia la tua lettera
Per colui che verrà dopo.




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