domenica 25 novembre 2012

Ma lei era figlia di se stessa, si era cresciuta da sola, e da sola sapeva rinascere, era l’arma di se stessa, era il colpo che ammazzava il dolore prima che diventasse importante.

S. King

E tutto il caos che mi si scatena dentro mentre ti aspetto. E i pavimenti consumati. E i respiri affannati. Ti prego, arriva.


venerdì 23 novembre 2012

Puoi chiedermi molto.
Posso darti di tutto.
Ma non rientra nel mio comprensibile
che mi venga regalata la sensazione di
dovermi giustificare.

La luce mi fa sgusciare dalla notte.
Ti sei dissolto col giorno.
Devo tenermi, forte.
Oggi sono bufera.

giovedì 22 novembre 2012



Non ci saranno più parole, lo sai
né qui, né altrove
né parole a dire ciò che è stato
né parole a dire ciò che non è più
mi resta un pacco mai spedito
e un libro desiderato

mi resta un letto non ancora disfatto
e musiche mute e parole strozzate
e immagini sfocate
mi resta la sciatta e affrettata gentilezza
di una conversazione lampo
moneta di latta
da gettare ai pezzenti per strada.
Evgenij Aleksandrovič Evtušenko
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ph kirsten owen by juergen teller for joe’s 1998

martedì 20 novembre 2012

E resto immobile, dentro un po' di spazio
perchè il giorno, stamattina, mi sembra di una taglia troppo grande.
Dovremmo starci in due.
La misura sarebbe perfetta.
Lo sai.

lunedì 19 novembre 2012

Somiglio a quel filo di lana intrecciato che al contatto con la tua pelle si arrende a qualunque forma prenda il tuo gesto.

giovedì 8 novembre 2012


Lasciami ai miei sogni forse banali
ai miei dubbi di bambina
ai miei umori di strega
ai miei aspetti liberi e precari.
Al mio cuscino color latte
alla mia penna, le mie immagini, i miei ideali generosi.
E soprattutto alle mie esagerate commozioni
o mi rimetto a sedere
e comincio a tacere.
Non mi si può aggiustare, mi si può tenere solo così.



 

Cenere.
Che cova brace.


sabato 3 novembre 2012

Io sono la periferia di una città inesistente, la chiosa prolissa di un libro non scritto. Non sono nessuno, nessuno. Non so sentire, non so pensare, non so volere. Sono una figura di un romanzo ancora da scrivere, che passa aerea e sfaldata senza aver avuto una realtà, fra i sogni di chi non ha saputo completarmi.

Fernando Pessoa - Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares


Photo by Alina Lebedeva

giovedì 1 novembre 2012


Amo quando la gente ricorda i dettagli di me.
Le grandi cose sono capaci tutti di ricordarsele ma i dettagli, ecco, quelli solo chi ti ama veramente li ricorda.

Allora i dolori. Allora quel senso di peso,
la lunga esperienza d’amore, - allora
solo cose indicibili.


R.M.Rilke

ph. Pierre S.