domenica 26 gennaio 2014

E pensare che basterebbe pochissimo. 
Basterebbe spostare a stacco la nostra angolazione visiva. Guardare le cose come fosse la prima volta. Lasciare fuori campo tutto il conformismo di cui è permeata la nostra esistenza. Dubitare delle risposte già pronte. Dubitare dei nostri pensieri fermi, sicuri, inamovibili. Dubitare delle nostre convinzioni presuntuose e saccenti. Basterebbe smettere di sentirsi sempre delle brave persone. Smettere di sentirsi vittime delle madri, dei p...adri, dei figli. Smascherare, smascherare tutto: smascherare l’ amore, il riso, il pianto, il cuore, il cervello. Smascherare la nostra falsa coscienza individuale.
Subito. Qui e ora.
Sì, basterebbe pochissimo. 
Non è poi così difficile. Basterebbe smettere di piagnucolare, criticare, fare il tifo e leggere i giornali. 
Essere certi solo di ciò che noi viviamo direttamente. Rendersi conto che anche l’ uomo più mediocre può diventare geniale se guarda il mondo con i suoi occhi. Basterebbe smascherare qualsiasi falsa partecipazione. Smettere di credere che l’ unico obiettivo sia il miglioramento delle nostre condizioni economiche perché la vera posta in gioco... è la nostra vita. 
Basterebbe smettere di sentirsi vittime del denaro, del lavoro, del destino e persino del potere, perché anche i cattivi governi sono la conseguenza naturale della stupidità degli uomini. Basterebbe rifiutare, rifiutare la libertà di calpestare gli altri, ma anche la finta uguaglianza. Smascherare la nostra bontà isterica. Smascherare la nostra falsa coscienza sociale.
Subito. Qui e ora.
Basterebbe pochissimo. Basterebbe capire che un uomo non può essere veramente vitale se non si sente parte di qualcosa. Basterebbe abbandonare il nostro smisurato bisogno di affermazione, abbandonare anche il nostro appassionato pessimismo e trovare finalmente l’ audacia di frequentare il futuro con gioia.
Perché la spinta utopistica non è mai accorata o piangente. La spinta utopistica non ha memoria e non si cura di dolorose attese.
La spinta utopistica è subito. Qui e ora.


Giorgio Gaber - Una nuova coscienza, da Un’idiozia conquistata a fatica.


mercoledì 22 gennaio 2014

Vedete, io l'amavo. 
Era amore a prima vista,
a ultima vista, 
a eterna vista.


domenica 19 gennaio 2014

Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.

Friedrich Nietzsche


giovedì 16 gennaio 2014

Mi basta solo una lieve carezza che faccia tremare un po’ la mia vita.

Alda Merini

mercoledì 15 gennaio 2014

Nella profondità dell’inverno,
ho imparato alla fine che dentro di me
c’è un’estate invincibile.

Albert Camus

… Io vivo con intensità
sento dentro ogni momento
fino infondo.. con odio e amore
verso le gioie e i dolori

Quello che ho non mi basta mai

Cerco le risposte che non ho
dei tanti “perché”.. dei tanti” se”
i” forse” e i “ma” non hanno più senso

Oggi comprendo l’importanza
di ogni gesto, di ogni parola.

Di ciò che ho.. di ciò che” potevo”
e non mi arrendo non posso non voglio

Tutto ha un colore.. un sapore diverso
gli anni ne hanno dato un altro senso.

È tutto magicamente stupendo
o tragicamente deludente.

Ma tutto ma proprio tutto
... tremendamente intrigante …


Silvana Stremiz


photo:Thiago Honório

martedì 14 gennaio 2014

Vedere un mondo in un granello di sabbia
e un universo in un fiore di campo,
possedere l’infinito sul palmo della mano
e l’eternita’ in un’ora.

William Blake - Gli auspici dell'innocenza


lunedì 13 gennaio 2014

Vicini
ma non abbastanza per sfiorarsi davvero.


Paolo Giordano - La solitudine dei numeri primi


Non sapeva cosa avrebbe voluto: capiva solo quant'era distante, lui come tutti, dal vivere come va vissuto quello che cercava di vivere.

Italo Calvino, La giornata di uno scrutatore.


Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare,
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso come un lino
a sventolare.

C'è un tempo negato e uno segreto,
un tempo distante che è roba degli altri,
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C'è un tempo perfetto per fare silenzio,
guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando è l'ora muta
delle fate.

C’è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c'era tutto un programma futuro che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura che prima o poi ci riprende
perché c'è tempo, c'è tempo, c'è tempo, c'è tempo
per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove e da un anno non torno
da mezz'ora sono qui arruffato
dentro una sala d'aspetto di un tram che non viene.
Non essere gelosa di me,
della mia vita,
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.

C'è un tempo d'aspetto come dicevo,
qualcosa di buono che verrà,
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via,
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C'è un tempo bellissimo, tutto sudato,
una stagione ribelle
l'istante in cui scocca l'unica freccia
che arriva alla volta celeste e trafigge le stelle,
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano,
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo,
da molto lontano.
E' il tempo che è finalmente,
o quando ci si capisce,
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare,
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.

sabato 11 gennaio 2014

“Puoi sempre scegliere
se cavalcare l’onda o lasciarti travolgere;
puoi sempre scegliere
se reagire negativamente o trasmettere energia positiva;
puoi sempre scegliere...
se criticare o essere d’esempio;
puoi sempre scegliere
se lamentarti o impegnarti;
puoi sempre scegliere
se ascoltare col cuore o farti condizionare dalla mente;
puoi sempre scegliere
se sorridere o giudicare,
puoi sempre scegliere,
se essere gentile o avere ragione.
Puoi sempre scegliere
che profumo lasciare dietro di te.”

Danilo Rubello Balbinot

giovedì 9 gennaio 2014

E' cambiato il tempo e sta piovendo
ma resto ad aspettare

non m'importa cosa il mondo può pensare
io non me ne voglio andare.


La mia scodella è vuota. Ma è la mia, capite?
E io l'adoro.

Raymond Carver


mercoledì 8 gennaio 2014

[…] Perché la passione non si piega alle leggi della ragione, non si cura minimamente di quello che riceverà in cambio, vuole esprimersi fino in fondo, imporre la sua volontà, anche se in cambio non ottiene altro che sentimenti mansueti, amicizia e indulgenza. Ogni vera passione è senza speranza, altrimenti non sarebbe una passione ma un semplice patto, un accordo ragionevole, uno scambio di banali interessi …


martedì 7 gennaio 2014

Mi ero insomma innamorato.

Vale a dire: avevo cominciato a riconoscere, a isolare, i segni di una da quelli delle altre, anzi li aspettavo, questi segni che avevo cominciato a riconoscere, li cercavo, anzi rispondevo a questi segni che aspettavo con altri segni che facevo io, anzi ero io a provocarli, questi segni di lei ai quali io rispondevo con altri segni miei, vale a dire io ero innamorato di lei e lei di me, cosa si poteva desiderare di più dalla vita?

Italo Calvino, Le cosmicomiche


venerdì 3 gennaio 2014

Così

potresti insegnarmi
a misurare la vita a cucchiaini di caffé
ma i poeti amano le stelle e i burroni,
si dice,
e non sanno andare per strade e autostrade
dove c’è sempre un autogrill con ristorazione sigarette
e una toilette che, tutto sommato,
non è male

potresti insegnarmi a leggere fra le tue rughe
il dolore e la stanchezza di chi dal sogno
al mondo ci ritorna come alla casa che ha abbandonato
ma i poeti, amore, hanno mille occhi e mille case
così che tornare è sempre più difficile

potresti insegnarmi
a non dire nemmeno a te la mia follìa
e a nascondermi nelle parole
come in una cassapanca da spedire al fronte
ma i poeti scivolano nudi dentro la vita
senza nemmeno chiedersi perché
e perché la vita è una cosa qualunque

potresti insegnarmi
che giovanazza e giovinezza non sono la stessa cosa
e il buon senso di chi sa fare a meno di entrambe
ma i poeti amano chi li ama e non li ama più
perché è così
così va il mondo, a m o r e ,
così va
che se solo sorridi
ho voglia di strade e autostrade e autogrill
e case dove passarci i prossimi millenni
e di lasciare la follìa a chi è folle davvero
e di chiedermi solo ma che mangiamo oggi?

e di avere il buon senso che ha chi sa
che non è vero che c’è sempre tempo per tutto
e dirti addio, a mai più
ma i poeti,
amore,
non sanno mai
se ciò che dicono e scrivono e sentono è vero.

Emilio Piccolo

giovedì 2 gennaio 2014

Ballava anche a musica finita

lui arrivò nella piazza
con un pullman carico
di musicanti, e disse:
eccomi

lei arrivò nella piazza
con due libri e
una matita, e disse:
dove sono gli altri?

lui tirò fuori tutti
gli strumenti, li accordò
uno per uno e poi,
nel tempo che teneva l’eco
della tromba suonava la chitarra
poi la guardò, e vide che ballava
anche a musica finita

lei iniziò a scrivere prima di come
era stato bello essere montagna,
cosi
vicino al cielo
poi di come era importante aver capito
del mare i respiri che conserva,
degli altri
poi lo guardò, e vide che s’era fatto lago
anche se incerto, nei confini
ora piccoli, ora grandi.

Lui cantò una nota, lei tracciò un cerchio
quando i confini furono esatti
seppero tutto quello che c’era da sapere.


Lino Di Gianni