lunedì 24 novembre 2014

Mi sento un po’ come il mare, abbastanza calma per intraprendere nuovi rapporti umani, ma periodicamente in tempesta per allontanare tutti, per starmene da sola.

Alda Merini


''Non hai nemmeno più l’età per romperti il cuore in così tanti pezzi, perché sei diventata più fragile, mentre correvi di qua e di là a caccia d’amore.

Sei diventata più fragile e nemmeno te ne sei accorta.
Così fragile da pensare che è meglio una vita così,
grigia e triste e con la luce accesa la sera, quando rientri a casa, piuttosto che il solito volo in mezzo alle emozioni che ti lascia stremata e bisognosa di cure, senza nessuno che te le dia, le cure di cui hai bisogno.

Con tutti che ne approfittano perché di solito ti presenti come una che sa cavarsela da sé; e nessuno che si accorge che anche basta, non hai più voglia di cavartela da te.

La solitudine sono i mille compromessi a cui cedi tra te e te quando giustifichi le mancanze altrui, e ti trovi a battere i piedi come una bambina perché vuoi amore, cazzo, amore e attenzioni e nessuno che capisca quanto, porca puttana quanto, e già mentre fai capricci ti sgridi per niente bonariamente in nome della donna che vuoi essere e non sei.

La solitudine è non esistere, come oggi,
e sapere con certezza che non se ne accorge nessuno. ''

Paolo Giordano - La solitudine dei numeri primi -



venerdì 14 novembre 2014

Non mi piace quando le cose svaniscono, si perdono. Non mi piace fingere di aver dimenticato. Io non dimentico.

Delphine de Vigan


lunedì 10 novembre 2014

Rainer, si fa sera e io Ti amo.
Ulula un treno. I treni sono lupi, i lupi sono la Russia.
Non è un treno, è tutta la Russia che ulula verso di Te.
Rainer, non T’arrabbiare:
che Tu T’arrabbi oppure no, stanotte dormirò con Te.
Chiudo lo strappo nell’oscurità stellata: la finestra.
(Quando penso a Te e me, penso a una finestra, non al letto.)
Gli occhi spalancati, perché fuori c’è ancora più buio che dentro.


Il letto è una nave, e noi partiamo in viaggio.



Marina Cvetaeva a Rainer Maria Rilke




giovedì 6 novembre 2014



Che cos’e’ necessario?
E’ necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si e’ vissuto
e’ bene che il curriculum sia breve.
E’ d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di piu’ chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perche’.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.
E’ la sua forma che conta, non cio’ che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.


Wislawa Szymborska


Nulla è più duro d’una pietra e nulla più molle dell’acqua. Eppure la molle acqua scava la dura pietra.

Ovidio


martedì 4 novembre 2014

Ti grido Vieni,
apri in due la mia solitudine
e muovi in essa il tuo canto

fai girare questo mondo fermo


Ti dico Vieni,
fammi rinascere sulla terra.




Homero Aridjis