domenica 29 dicembre 2013

Debolezze,
tu non ne avevi.

Io ne avevo una:
amavo...

Bertolt Brecht


sabato 28 dicembre 2013

Anche tu pensami.
Mentre poso la penna sul tavolo, con solenne lentezza,
e la fiamma coraggiosa della candela vacilla, si inclina,
ma resiste e illumina.


Stefano Benni, Di tutte le ricchezze



giovedì 26 dicembre 2013

Ho ancora bisogno di una tua parola, di un tuo sguardo,
di un tuo gesto.

Ma poi all’improvviso sento i tuoi gesti nei miei,
Ti riconosco nelle mie parole.

Tutti coloro che se ne vanno ti lasciano sempre addosso
un po’ di sé? È questo il segreto della memoria?

Se è cosí, allora, mi sento più sicura perché so che non sarò mai sola.



Ferzan Özpetek, La finestra di fronte


venerdì 20 dicembre 2013

"Se ti presenti ad anima nuda ad una persona,
ti stai presentando disarmata e indifesa.
Gli stai donando tutto di te:
verità nascoste, le tue emozioni, la tua anima.
Mentre lo fai devi esserne consapevole,
devi sapere che può esserci un dopo fatto di ceneri.
Devi sapere che se e quando se ne andrà
non ci sarà più nulla di integro dentro di te
perché gli avrai donato tutto.
Ma credimi se ti dico che non c’e nulla di più bello
che farlo totalmente senza limiti né inibizioni.
Senza mettere un limite al tuo essere.
Ma mentre lo fai non devi sottovalutare le conseguenze,
il sapore e la quantità delle lacrime del dopo,
di quanto potrebbe fare male la fine o scoprire
che sono state solo “bugie di parole” a incantarti e
rendere “spoglia” la tua anima.
Se ti presenti ad anima nuda ad una persona
non sottovalutare nulla perché dopo
sarà troppo tardi “per rivestirti”.



Silvana Stremiz

mercoledì 18 dicembre 2013

domenica 15 dicembre 2013

Voglio
che tu mi passi accanto
e mi ami,

non volgerti indietro...
a guardarmi.

Di nient'altro ricordati
che dell'amore.

E dimenticami.


Wolf Wondratschek



Amatevi fin d’ora
e non fate finta amatevi subito
e quando suonerà l’ora lasciatevi da buoni amanti
e poi ritrovatevi se il cuore ve lo dice.


Jacques Prévert


sabato 14 dicembre 2013

“Non avevo ancora fatto esperienza del dolore connaturato a ogni rapporto fra persone, non avevo ancora toccato con mano che tra due persone, per quanto vicine possano essere, rimane sempre un abisso,che può essere colmato soltanto dall’amore, di volta in volta, e solo con una passerella di fortuna.”



venerdì 13 dicembre 2013

Foglietto illustrativo

Sono un tranquillante,
Agisco in casa,
funziono in ufficio,
affronto gli esami,
mi presento all'udienza,
incollo con cura le tazze rotte -
devi solo prendermi,
farmi sciogliere sotto la lingua,
devi solo mandarmi giù
con un sorso d'acqua.
So come trattare l'infelicità,
come sopportare una cattiva notizia,
ridurre l'ingiustizia,
rischiarare l'assenza di Dio,
scegliere un bel cappellino da lutto.
Che cosa aspetti -
fidati della pietà chimica.
Sei un uomo (una donna) ancora giovane,
dovresti sistemarti in qualche modo.
Chi ha detto che la vita va vissuta con coraggio?
Consegnami il tuo abisso -
lo imbottirò di sonno.
Mi sarai grato (grata) per la caduta in piedi.
Vendimi la tua anima.
Un altro acquirente non capiterà.
Un altro diavolo non c'è più.

Wislawa Szymborska



mercoledì 11 dicembre 2013

Tocco la tua bocca, con il dito tocco il bordo della tua bocca, la disegno come se uscisse dalla mia mano, come se per la prima volta la tua bocca si aprisse, e mi basta chiudere gli occhi per rifarlo tutto e ricominciare, faccio nascere ogni volta la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna sulla faccia, una bocca scelta tra tutte, con sovrana libertà scelta da me per disegnarla con la mia mano sulla tua faccia, e che per un caso che non cerco di com...prendere coincide esattamente con la tua bocca che sorride da sotto la mia mano che ti disegna. Mi guardi, da vicino mi guardi, sempre più da vicino, e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo ogni volta più da vicino e gli occhi si ingrandiscono, si avvicinano, si sovrappongono, ed i ciclopi si guardano, respirando confusi, le bocche si incontrano e lottano debolmente mordendosi le labbra, appoggiando appena la lingua tra i denti, giocando nei suoi recinti dove un'aria pesante va e viene con un profumo vecchio e un silenzio. Allora le mie mani cercano di fondersi nei tuoi capelli, accarezzare lentamente la profondità dei tuoi capelli mentre ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori e di pesci, di movimenti vivi, di fragranza oscura. E se ci mordiamo il dolore è dolce, e se ci affoghiamo in un breve e terribile assorbire simultaneo dell'alito, questa istantanea morte è bella. E c'è una sola saliva ed un solo sapore a frutta matura, ed io ti sento tremare contro di me come una luna nell'acqua.


Julio Cortázar - "Il Gioco del Mondo" (Rayuela)


martedì 10 dicembre 2013

Quando pronuncio la parola Futuro
la prima sillaba va già nel passato.
Quando pronuncio la parola Silenzio,
lo distruggo.
Quando pronuncio la parola Niente,
creo qualcosa che non entra in alcun nulla.

Wisława Szymborska




Quel che avrebbe potuto essere non sarà.

La parola non salva,
talvolta sogna.


Y. Bonnofoy


La Mente vive del Cuore
Come qualsiasi Parassita -
Se quello è colmo di Cibo
La Mente è grassa -

Ma se il Cuore si astiene
Deperisce l'Ingegno -
Il suo Alimento
Così assoluto.


Emily Dickinson



lunedì 9 dicembre 2013

Le favole sono fatte così.
Una mattina ti svegli e ti dici: “Era solo una favola…”
Sorridi di te: ma nel profondo non sorridi affatto.
Sai bene che le favole sono l’unica verità della vita.
L’attesa. I passi leggeri. Poi le ore che scorrono fresche come un ruscello sui ciottoli bianchi tra due rive erbose.
I sorrisi, le parole senza importanza così piene d’importanza.
Ascolti la musica del cuore: è bello, bellissimo per chi è capace di sentire…
Ovviamente vuoi tante cose.
Vuoi cogliere tutti i fiori e tutti i frutti.
Vuoi respirare tutti i prati.
Giocare.
Ma è davvero giocare?
Non sai mai dove il gioco cominci né finisca,
però sai che mette tenerezza. E che sei felice.

Non mi piace il clima interiore che ha rimpiazzato la mia primavera: un misto di delusione, aridità e risentimento. Fluttuo in un tempo vuoto in cui non ho più niente da sognare. La cosa più triste quando hai un dispiacere è chiederti “vale la pena…?”
Vale la pena avere questo dispiacere per chi non si preoccupa neppure di avvisare? Certamente no.
Allora non hai neanche il dispiacere, ed è più triste ancora.
Oggi non c’è nessun piccolo principe, né ci sarà più.
Il piccolo principe è morto. Anzi, è diventato scettico.
Un piccolo principe scettico non è più un piccolo principe. Non le perdono di averlo rovinato.
Non ci saranno più neanche lettere, né telefonate, né segni di vita.
Sono stato imprudente, non pensavo che continuando così avrei rischiato di farmi male.

E invece il roseto mi ha trafitto mentre coglievo una rosa.
Il roseto dirà: che importanza avevo per te?
Io mi succhio il pollice sanguinante e rispondo:
“nessuna, roseto, nessuna”.
Niente ha importanza nella vita. (Nemmeno la vita.)
“Addio, roseto”.


Lettera a una sconosciuta , Antoine de Saint-Exupéry
“Misi la mano su di lui. Per me è sempre stato così importante toccarlo. Una cosa per cui sono vissuta. E non ho mai saputo spiegarla. Toccatine da niente. Le mie dita contro la sua spalla. 
I lati delle nostre cosce che si sfioravano mentre ci stringevamo in autobus. Non sapevo spiegarlo, ma ne avevo bisogno. A volte immaginavo di cucire insieme tutte le nostre piccole toccate. 

Quante centinaia di migliaia di dita che si sfiorano servono per fare l’amore?”


Jonathan Safran Foer


domenica 8 dicembre 2013

"Ieri ho sognato di te. Non ricordo quasi più i singoli fatti, so soltanto che di continuo ci trasformavamo l’uno nell'altro, io ero tu, tu eri io."


Franz Kafka, da "Lettera a Milena".


sabato 7 dicembre 2013

Portati via tutto, tutto, tutto, tutto quello
che non abbiamo più trovato.
E dopo, dimmi dove hai messo il mio amore.
Dimmi dove l'hai lasciato, tu che sei stato l'amore mio.
Dimmi dove l'hai nascosto, che gli altri, dopo di te,
non sanno dove cercarlo.

S.Migliorini


venerdì 6 dicembre 2013


“A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'è una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran. Cos'è che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buonanotte, 'notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto, Fran.
Non si capisce. È una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. Quando, in mezzo all'Oceano, Novecento alzò lo sguardo dal piatto e mi disse: "A New York, fra tre giorni, io scenderò da questa nave". Ci rimasi secco. Fran.”


Alessandro Baricco, Novecento. Un monologo


giovedì 5 dicembre 2013

C’è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. Prendiamo una delle situazioni più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo.
Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio.

Milan  Kundera


Un secolo fa
in un punto della Death Valley
chiamato liceo
mi hai slacciato il bottone del colletto
perché ti sembravo un impiccato

Da allora
non ho mai più allacciato quel bottone
nemmeno con la cravatta

però mi chiedo
se nella tua vita non era prevista la mia

mi chiedo
perché non hai lasciato
che il cappio facesse il suo lavoro
e io pendessi
in pasto agli avvoltoi.

Michele Mari


mercoledì 4 dicembre 2013

Due modi ci sono per non soffrire. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.


Italo Calvino


Vento che passa e dimentica
polvere che s'alza e cade

ah,
se potessi sapere
quello che c'è dentro di me!


Fernando Pessoa


martedì 3 dicembre 2013

"Non è importante se le persone alla fine non riescono a trovarsi. Non tradirsi, questo è importante"

Alessandro Baricco, Questa storia



Stammi più vicino ora che ho paura

-Due destini - Tiromancino


Dimentico sempre di dare l’acqua ai sogni.

Dina Posada


Laundry Day. See you there.
Underthings...tum-b-ling.

Wanna say "Love your hair."
Here I go (mmmrrhhrr) mum-b-ling.

With my freeze ray I will stop - the world.

With my freeze ray I will find the time to find the words to

Tell you how. How you make.
Make me feel. What's the phrase?

Like a fool. Kinda sick.
Special needs. Anyways.

With my freeze ray I will stop - the pain...

(DR. HORRIBLE'S SING-ALONG BLOG, 2008, by Joss Whedon)

lunedì 2 dicembre 2013


Ci sono momenti così,
crediamo nell’importanza di ciò che abbiamo detto o scritto
fino a quel punto, soltanto perché non è stato possibile far tacere i suoni o cancellare i tratti, ma ci entra nel corpo
la tentazione del silenzio, il fascino dell’immobilità,
stare come stanno gli dei,...
zitti e tranquilli, solo ad assistere.

José Saramago

mi è capitato molte volte di vedere persone “troppo sensibili” ferire gli altri senza alcuna necessità. E ho visto anche persone “sincere e aperte” usare la logica per imporre i propri interessi, senza neanche esserne consapevoli. Ho visto infine persone “brave a leggere nel cuore degli uomini” lasciarsi ingannare senza sforzo da adulatori visibilmente insinceri. A questo punto mi sembra naturale chiedersi cosa ognuno di noi alla fin fine conosca di se stesso…

Murakami Haruki


Osservo che il dolore abbrutisce, intontisce, schiaccia. Ogni tentacolo con cui una volta sentivo, provavo e sfioravo il mondo, è come troncato e incancrenito al moncone. Passo la giornata come chi ha urtato uno spigolo con la rotula interna del ginocchio: tutta la giornata come quell'istante intollerabile. Il dolore è nel petto, che mi sembra sfondato e ancora avido, pulsante di sangue che fugge e non ritorna, come da un'enorme ferita. Naturalmente, è tutta una fissazione. Dio mio, ma è perché sono solo, e domani avrò una rapida felicità, e poi di nuovo i brividi, la stretta, lo squarcio. Non ho più fisicamente la forza di star solo. Una volta sola mi è riuscito, ma ora è una ricaduta e, come tutte le ricadute è mortale.





domenica 1 dicembre 2013

- Alice: "Per quanto tempo è per sempre?"
- Coniglio bianco: "A volte, solo un secondo"

Lewis Carrol


lunedì 25 novembre 2013

«L’amore è il più antico degli assassini. L’amore non è cieco. L’amore è un cannibale con una vista estremamente acuta. L’amore è un insetto che ha sempre fame. L’amore non è quello che i poeti del cazzo vogliono farvi credere. L’amore ha i denti; i denti mordono; i morsi non guariscono mai.» 


Stephen King



sabato 23 novembre 2013

E se nessuno ti parla, allora ti tocca pensare. E io non facevo altro, allora. Pensavo tanto che mi faceva male la gola, perché è lì che si fermano le tristezze.

Stefano Benni


venerdì 22 novembre 2013

Si viveva come i bruchi
nell’attesa della metamorfosi.
Si volava come le farfalle
con la speranza di superare
almeno una stagione.

Maria Raffaella Rossi © 2013


giovedì 21 novembre 2013

Per nostalgia o scelleratezza e ubriachezza ci si può
sollevare più in alto dei pini,
fino al cielo
sulla ruota panoramica, ma capire non si può:

se non c’era ancora la guerra, o se la guerra c’era.

È tutto in bianco e nero,
con le mamme camminano i figli,
un cattivo altoparlante canta qualcosa con l’aria vittoriosa.

Quanto tempo ho vissuto al mondo,
quanto ho patito
tutti gli ansimi del cuore, le lacrime,
e anche viceversa.


Boris Ryžji
ph.Gilad Benari


mercoledì 20 novembre 2013

Vengo, con la presente, a te, per chiederti formalmente di esentarmi d'urgenza
dal comunicare, con te, per telefono (io non posso battere zuccate disperate,
contro il primo muro che mi trovo a disposizione, ogni volta, capirai,
appena mollo giù il ricevitore):
(perché, mia diletta, io non saprò mai separare, stralciandole,
le tue parole, a parte, dai tuoi gomiti, dai tuoi alluci,
dalle tue natiche, da tutta te) (da tutto me):
sola, la tua voce mi nuoce.


Edoardo Sanguineti - da: "Scartabello XLVII poesie"





martedì 19 novembre 2013

Lo sai si può partire
andare e basta,
senza spiegazioni
fogli, né un’attesa
e a noi a quel punto
resta solo il volto sul cuscino
come una sindone, un’impronta:

restano i momenti mai voluti,
gli episodi.

E resta
come squarcio la domanda
sempre feroce, sempre sanguinante:
“ho delle colpe?” e “ha capito?”

Lei ha capito che mi manca?


Matteo Fantuzzi


lunedì 18 novembre 2013

“…chi parte è sempre lo stesso che ritorna? Alcuni mutamenti della comprensione reciproca possono avvenire soltanto quando si è soli, lontani da ciò che è contenuto nella forma delineata da un altro. E questi mutamenti non possono essere condivisi, si è sempre soli con essi. Le immagini sono cartoline inviate da paesi che esistono soltanto nella personalità del soggetto, e l’altro non li visiterà mai”.



domenica 17 novembre 2013

Le era entrato nel cuore.
Passando dalla strada degli occhi e delle orecchie
le era entrato nel cuore.
E lì cosa faceva?
Stava.
Abitava il suo cuore come una casa.

Vivian Lamarque


Ho una solitudine
così affollata
così piena di nostalgie
e di volti di te
di congedi passati
e baci benvenuti
alla prima occasione
e in ultimo termine

ho una solitudine
così affollata
che posso organizzarla
come fosse un corteo
per colori
misure
e promesse
per epoche
per tatto
e per sapore

senza esitare
mi abbraccio alle tue assenze
che vengono e mi assistono
col mio volto di te

sono pieno di ombre
di notti e desideri
di molte risa e qualche
disappunto.

Mario Benedetti - Come fosse un corteo

sabato 16 novembre 2013

Uomo e donna a letto alle 10 pomeridiane

Mi sento come una scatola di sardine, disse lei.
Mi sento come un cerotto, dissi io.
Mi sento come un panino al tonno, disse lei.
Mi sento come un pomodoro a fette, dissi io.
Mi sento come se stesse per piovere, disse lei.
Mi sento come se l’orologio s’è fermato, dissi io.
Mi sento come se la porta fosse aperta, disse lei.
Mi sento come se stesse per entrare un elefante, dissi io.
Mi sento che dovremmo pagare l’affitto, disse lei.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.
Non me la sento di lavorare, dissi.

Mi sento che di me non te me ne importa, disse lei.
Mi sento che dovremmo far l’amore, dissi io.
Mi sento che l’amore l’abbiamo fatto fìn troppo, disse lei.
Mi sento che dovremmo farlo più spesso, dissi io.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, dissi io.
Mi sento una gran voglia di bere, disse lei.
Mi sento come una bottiglia di whisky, dissi io.
Mi sento che finiremo come due ubriaconi, disse lei.
Mi sento che hai ragione, dissi io.
Mi sento di mollare tutto, disse lei.
Mi sento che ho bisogno d’un bagno, dissi io.
Anch’io mi sento che hai bisogno d’un bagno, disse lei.
Mi sento che dovresti lavarmi la schiena, dissi io.
Mi sento che tu non mi ami, disse lei.
Mi sento che ti amo, dissi io.
Mi sento quel coso dentro adesso, disse lei.
Anch’io sento che adesso quel coso è dentro di te, dissi io.
Mi sento che adesso ti amo, disse lei.
Mi sento che ti amo più di te, dissi io.
Mi sento benone, disse lei, ho voglia di urlare.
Mi sento che non la smetterei più, dissi io.
Mi sento che ne saresti capace, disse lei.
Mi sento, dissi io.
Mi sento, disse lei.

Charles Bukowski

“Ciò che resta di lei, qui sulla Terra, che adesso è dentro di me e ormai con me porterò fino all’eterno è una cosa talmente piccola e lieve che un altro non se ne sarebbe neppure accorto.

A me però basta.”

Il reggimento parte all’alba, Dino Buzzati



Nella solitudine, il solitario divora se stesso. Nella moltitudine, lo divorano i molti. Ora scegli.


Friedrich Nietzsche - "Umano, troppo Umano. II


venerdì 15 novembre 2013

Lei è all'orizzonte.
Mi avvicino di due passi,
lei si allontana di due passi.

Cammino per dieci passi e
l'orizzonte si sposta
dieci passi più in là.

Per quanto io cammini,
non la raggiungerò mai.

A cosa serve l'utopia?
Serve proprio a questo: a camminare.



Eduardo Galeano - Utopia


giovedì 14 novembre 2013

Cadono le foglie - disse Cyrano con una strana intonazione nella voce - Come vengono giù dolcemente! Nel loro breve viaggio dal ramo alla terra pare che vogliano creare un ultimo attimo di bellezza, e pure nel terrore di marcire al suolo danno alla loro caduta la leggera grazia del volo.

Edmond Rostand,
Cyrano de Bergerac


martedì 12 novembre 2013

Ho continue variazioni di umore, cioè posso passare da un ottimismo sfrenato a un pessimismo abissale nell’arco di quattro battiti cardiaci;
posso passare da un’indifferenza artica per il mondo a una totale straziata compassione per qualsiasi forma di vita animata e inanimata, posso sentirmi sottilmente felice, mediamente inquieta, ilare poi funebre, catatonica poi iperattiva.

Io ho fatto impazzire psicanalisti ed erboristi,
primari e pranoterapisti e non è servito a nulla
perché rimango un caso oscuro.

Una volta io ero una persona equilibrata,non inquisita,
non fumatrice..ma ora sono squilibrata come..un'auto senza gomma,un cinese senza ombra,un coniglio senza un orecchio,
una W senza la sua metà.



Stefano Benni-Teatro,volume 1


domenica 10 novembre 2013

" Mi ami ? " E lei se ne sta zitta, guardandolo soltanto, impassibile e distante, rifiutando di pronunciare quel no che lo distruggerà, o quel sì che li distruggerebbe.

[ Storia dell'assedio di Lisbona ] - Josè Saramago



Lo so che non capisci, ma fammi provare a spiegartelo un'altra volta.
Tu credi che quando ti svegli la mattina quello che è successo ieri non conta. Invece quello che è successo ieri è l'unica cosa che conta.
Che altro c'è?
La tua vita è fatta dei giorni che hai vissuto. Non c'è altro. Magari pensi di poter scappare via e cambiare nome o non so cosa. Di ricominciare daccapo. E poi una mattina ti svegli, guardi il soffitto e indovina chi è la persona sdraiata nel letto?

Cormac McCarthy
Non è un paese per vecchi


sabato 9 novembre 2013

“Non avevo nessuna voglia di stare con altre persone, di dover parlare, ascoltare e rispondere; ero troppo stanco e indifferente per questo, e per di più sarei stato di nuovo costretto a mentire, a fingere di stare bene e di non avere problemi”

Hermann Hesse

venerdì 8 novembre 2013

giovedì 7 novembre 2013

E poi ti rendi conto che la tua favola è un po' diversa da come l'avevi sognata.


mercoledì 6 novembre 2013

Questo regalo ti posso fare
Che tu non sappia del mio dolore
Che ti descriva tra nere nuvole
Il raro raggio che talvolta mi illumina
Il cerchio di vita in cui resisto

Per vederti, per amare, per dirti
Perdendo sangue
che esiste il sole.


Stefano Benni


martedì 5 novembre 2013

"Volevo che tu imparassi una cosa da lei: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare fino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta si vince.”

Harper Lee, Il buio oltre la siepe




sabato 2 novembre 2013

Sembra esserci nell’uomo, come nell’uccello, un bisogno di migrazione, una vitale necessità di sentirsi altrove.

Marguerite Yourcenar


venerdì 25 ottobre 2013

Ed ecco che essi ti insegnano a non splendere.
E tu splendi, invece.

Pier Paolo Pasolini


mercoledì 23 ottobre 2013

Per colui che arriva, scampato da un naufragio,
e si ferma là in attesa del destino ignoto,
l'accasciamento è, talvolta, profondo in quelle solitudini.
V'è della disperazione nell'aria e, all'improvviso,
vi si sente come una carezza...
passa un soffio che vi solleva.

Che cos'è questo soffio?

Una nota, una parola, un sospiro, nulla.
Quel nulla basta.
Chi non ha sentito, in questo mondo, la potenza di un nulla?



Victor Hugo, I lavoratori del mare