Le false speranze spesso ingannano,
perchè si travestono da vere...
giovedì 27 dicembre 2012
mercoledì 26 dicembre 2012
Non farmi santa perchè non lo sono.
Non dirmi sei speciale perchè respiro e faccio cose come tutti.
Non cercarmi nelle chiese tra i colpi sul petto a recitare il "mea culpa". Ho smesso da un pezzo.
Cercami tra i "diversi".
Tra chi se ne frega di sbagliare.
Tra chi ama 365 giorni l'anno e non perchè è Natale.
Cercami tra chi si spoglia di tutto, chi stasera non vestirà di rosso e non sarà fresco di parruchiere.
Cercami tra chi ha il fotutto e stramaledetto vizio di vivere.
Cercami se mi vuoi.
Io sono e sarò sempre lì.
Non dirmi sei speciale perchè respiro e faccio cose come tutti.
Non cercarmi nelle chiese tra i colpi sul petto a recitare il "mea culpa". Ho smesso da un pezzo.
Cercami tra i "diversi".
Tra chi se ne frega di sbagliare.
Tra chi ama 365 giorni l'anno e non perchè è Natale.
Cercami tra chi si spoglia di tutto, chi stasera non vestirà di rosso e non sarà fresco di parruchiere.
Cercami tra chi ha il fotutto e stramaledetto vizio di vivere.
Cercami se mi vuoi.
Io sono e sarò sempre lì.
lunedì 24 dicembre 2012
domenica 23 dicembre 2012
Le parole hanno uno strano potere.
In mani esperte, manipolate con brio, vi imprigionano.
Si avvolgono alle vostre membra come una ragnatela
e quando siete stregati al punto
da non poter più fare un gesto, vi attraversano la pelle
si infiltrano nel vostro sangue, paralizzano i vostri pensieri.
Dentro di voi, compiono la loro magia.
Diane Setterfield
ph.Paul Octavious
In mani esperte, manipolate con brio, vi imprigionano.
Si avvolgono alle vostre membra come una ragnatela
e quando siete stregati al punto
da non poter più fare un gesto, vi attraversano la pelle
si infiltrano nel vostro sangue, paralizzano i vostri pensieri.
Dentro di voi, compiono la loro magia.
Diane Setterfield
ph.Paul Octavious
lunedì 17 dicembre 2012
venerdì 7 dicembre 2012
martedì 4 dicembre 2012
Ho pensieri vivi.
Pensieri fatti di pelle e carne.
E tu me li spogli tutti,
senza tregua, senza preliminari.
Pensieri fatti di desideri e voglie,
di unghie sulla pelle e di carezze.
Pensieri che colano umori e schioccano baci.
Ho pensieri che bucano gli occhi,
che accarezzano le labbra con parole oscene.
Ho pensieri vivi, che non si possono e non si devono
ma che invece mi faccio.
Pensieri fatti di pelle e carne.
E tu me li spogli tutti,
senza tregua, senza preliminari.
Pensieri fatti di desideri e voglie,
di unghie sulla pelle e di carezze.
Pensieri che colano umori e schioccano baci.
Ho pensieri che bucano gli occhi,
che accarezzano le labbra con parole oscene.
Ho pensieri vivi, che non si possono e non si devono
ma che invece mi faccio.
lunedì 3 dicembre 2012
domenica 25 novembre 2012
venerdì 23 novembre 2012
giovedì 22 novembre 2012
Non ci saranno più parole, lo sai
né qui, né altrove
né parole a dire ciò che è stato
né parole a dire ciò che non è più
mi resta un pacco mai spedito
e un libro desiderato
mi resta un letto non ancora disfatto
e musiche mute e parole strozzate
e immagini sfocate
mi resta la sciatta e affrettata gentilezza
di una conversazione lampo
moneta di latta
da gettare ai pezzenti per strada.
Evgenij Aleksandrovič Evtušenko
__________________________
ph kirsten owen by juergen teller for joe’s 1998
martedì 20 novembre 2012
lunedì 19 novembre 2012
giovedì 8 novembre 2012
Lasciami ai miei sogni forse banali
ai miei dubbi di bambina
ai miei umori di strega
ai miei aspetti liberi e precari.
Al mio cuscino color latte
alla mia penna, le mie immagini, i miei ideali generosi.
E soprattutto alle mie esagerate commozioni
o mi rimetto a sedere
e comincio a tacere.
Non mi si può aggiustare, mi si può tenere solo così.
sabato 3 novembre 2012
Io sono la periferia di una città inesistente, la chiosa prolissa di un libro non scritto. Non sono nessuno, nessuno. Non so sentire, non so pensare, non so volere. Sono una figura di un romanzo ancora da scrivere, che passa aerea e sfaldata senza aver avuto una realtà, fra i sogni di chi non ha saputo completarmi.
Fernando Pessoa - Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares
Photo by Alina Lebedeva
Fernando Pessoa - Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares
Photo by Alina Lebedeva
giovedì 1 novembre 2012
lunedì 29 ottobre 2012
Sono molto più paziente con gli altri di quanto lo sia con me stessa, e mi è molto più facile tirar fuori i lati positivi nelle cose degli altri che non nelle mie.
Sono un tipo così.
È un po’ come essere quella superficie ruvida su una scatola di fiammiferi. Il che mi sta benissimo, intendiamoci. Meglio essere una scatola di prima qualità che un fiammifero scadente.
Haruki Murakami - Norwegian wood Tokio Blues
sabato 27 ottobre 2012
mercoledì 24 ottobre 2012
Per favore, scrivimi una sola, semplice frase definitiva, del genere che una donna possa capire;
uccidi la tua immagine e la speranza e l’amore che le offro,
che mi tengono congelata nel paese dei morti di bronzo,
perché è sempre più faticoso liberarmi di quel tiranno astratto e che, in quanto astratto, è molto più di quel che è nel mondo reale…
Perché devi restituirmi l’anima; senza di lei sto uccidendo la carne.
Sylvia Plath , Lettera a Richard Sasson
martedì 23 ottobre 2012
E di nuovo, guardandomi intorno, pensavo a quei ciuffi di piante e di canne, quei boschetti, quelle rive
– tutti quei nomi di paesi e di siti là intorno -
che sono inutili e non danno raccolto,
eppure hanno anche quelli il loro bello
– ogni vigna la sua macchia –
e fa piacere posarci l’occhio e saperci i nidi.
Le donne, pensai, hanno addosso qualcosa di simile.
Cesare Pavese,La luna e i falò
photo Anna Aden
domenica 21 ottobre 2012
Ogni giorno che passavo al tuo fianco, mi sembrava d'avvicinarmi sempre più a te.
Era come se guardardomi intorno tra le persone, cercassi solo i tuoi occhi... quando li trovavo, tu già stavi guardando da un'altra parte.
Era strano sai... eravamo talmente vicini che partiamo allo stesso momento, ma non arrivavamo mai insieme.
"Perché credi che allora abbia potuto riconoscerti e comprenderti?"
"Perché , Erminia? Dimmelo!"
"Perché sono come te.
Perché sono così sola come sei tu
e non so amare e prendere sul serio la vita e gli uomini e me stessa: proprio come fai tu.
Ci sono sempre persone che chiedono il massimo alla vita e difficilmente si conciliano con la sua rozza stupidità."
Il lupo della steppa, Hermann Hesse
sabato 20 ottobre 2012
giovedì 18 ottobre 2012
Io volevo esser solo in un modo affatto insolito, nuovo. Tutt'al contrario di quel che pensate voi: cioè senza me e appunto con un estraneo attorno.
Vi sembra già questo un primo segno di pazzia?
Forse perché non riflettete be...
ne.
Poteva già essere in me la pazzia, non nego, ma vi prego di credere che l'unico modo d'esser soli veramente è questo che vi dico io.
La solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi, è soltanto possibile con un estraneo attorno: luogo o persona che sia, che del tutto vi ignorino, che del tutto voi ignoriate, cosí che la vostra volontà e il vostro sentimento restino sospesi e smarriti in un'incertezza angosciosa e, cessando ogni affermazione di voi, cessi l'intimità stessa della vostra coscienza. La vera solitudine è in un luogo che vive per sé e che per voi non ha traccia né voce, e dove dunque l'estraneo siete voi.
Cosí volevo io esser solo. Senza me. Voglio dire senza quel me ch’io già conoscevo, o che credevo di conoscere. Solo con un certo estraneo, che già sentivo oscuramente di non poter piú levarmi di torno e ch'ero io stesso: estraneo inseparabile da me.
Luigi Pirandello
martedì 16 ottobre 2012
Quella fu l'ultima volta che lottai per un uomo.
Che restai, nonostante il dolore.
Fu l'ultimo uomo sbagliato che non volli lasciare andare.
Rimasi e mi presi il male.
Sapevo delle altre.
Sapevo delle sue bugie.
Ma restai. Come resta una persona che ama più l'altro che se stessa.
Negavo fosse amore.
Era malato, ma pur sempre amore.
Certe cose non le guarisci dall'oggi al domani, io che ho sempre
creduto che con una parola avrei cambiato il mondo.
Non servivano parole, ma determinazione.
Credo che sia stata la storia più dolosa che abbia vissuto e credo
che dopo di lui, io non sia stata più la stessa.
Credo che con lui sia morta per sempre una parte di me.
domenica 14 ottobre 2012
Per la prima volta da tanto, tanto tempo, provo un senso di pace. Non sono felice. Non sono triste. Non sono angosciato. Non sono arrapato. Sento solo i piani alti del mio cervello che chiudono i battenti. La corteccia cerebrale. Il cervelletto. È lì che sta il mio problema.
Mi sto semplificando.
In perfetto equilibrio tra felicità e tristezza.
Perché una spugna di mare non ha mai giornate no.
Chuck Palahniuk
giovedì 4 ottobre 2012
Pensarti
e pensare a te
e pensare soltanto a te
e pensare a berti
e pensare ad amarti
e pensare e sperare
e sperare e sperare
e sperare sempre più
di rivederti sempre.
Non vederti
e nei pensieri
non soltanto pensarti
ma già berti
e già amarti.
E soltanto allora aprire gli occhi
e nei pensieri
soltanto allora vederti
e poi pensarti
e poi di nuovo amarti
e poi di nuovo berti
e poi vederti sempre più bella
e poi vederti pensare
e pensare che ti vedo
E vedere che posso pensarti
e sentirti
anche se per tanto tempo ancora
non potrò vederti.
E. Fried
e pensare a te
e pensare soltanto a te
e pensare a berti
e pensare ad amarti
e pensare e sperare
e sperare e sperare
e sperare sempre più
di rivederti sempre.
Non vederti
e nei pensieri
non soltanto pensarti
ma già berti
e già amarti.
E soltanto allora aprire gli occhi
e nei pensieri
soltanto allora vederti
e poi pensarti
e poi di nuovo amarti
e poi di nuovo berti
e poi vederti sempre più bella
e poi vederti pensare
e pensare che ti vedo
E vedere che posso pensarti
e sentirti
anche se per tanto tempo ancora
non potrò vederti.
E. Fried
Al termine di quel pomeriggio perfetto non si abbracciarono.
E ditegli che il peggio si placa in un momento;
Ia paura è solo nel sibilo prima della pallottola.
Quando la pallottola entra, con essa entra il silenzio:
la morte - annulla il potere di uccidere.
E. Dickinson
giovedì 27 settembre 2012
Ma nei tuoi occhi disabitati forse mi perdo il conto di quante ore servono per costruire un delirante amore. E quanto poco basta per lasciarlo andare.
Non ci aspettiamo più. Abbiamo fatto passi giganti per gambe troppo corte. E siamo stati quasi ovunque, ma senza andare oltre.
Ma chi si aspetta, fissa l’universo senza chiedersi il motivo. Ed un soffitto fino a che non sembra vivo.
Non ci aspetti
amo più.
Niccolò Agliardi
Non ci aspettiamo più. Abbiamo fatto passi giganti per gambe troppo corte. E siamo stati quasi ovunque, ma senza andare oltre.
Ma chi si aspetta, fissa l’universo senza chiedersi il motivo. Ed un soffitto fino a che non sembra vivo.
Non ci aspetti
amo più.
Niccolò Agliardi
mercoledì 26 settembre 2012
Non ti piacque mai ricevere
Le lettere che ti spedii.
Ma ora hai capito l'essenza
Di quello che le mie lettere significavano.
Le stai leggendo ancora,
Quelle che non bruciasti.
Le premi contro le tue labbra,
Le mie pagine di preoccupazione.
Io dissi che c'era un'alluvione.
Io dissi che non c'era rimasto niente.
Io speravo che tu saresti venuta.
Ti diedi il mio indirizzo.
La tua storia era così lunga,
La congiura così intensa,
Ti servirono anni per attraversare
Le linee di auto-difesa.
Le sagome ferite appaiono:
La sconfitta, la distesa gremita;
E semplice cortesia quì,
La solitudine prolungata.
Tu cammini dentro la mia stanza.
Tu stai in piedi vicino alla mia scrivania,
Incomincia la tua lettera
Per colui che verrà dopo.
Le lettere che ti spedii.
Ma ora hai capito l'essenza
Di quello che le mie lettere significavano.
Le stai leggendo ancora,
Quelle che non bruciasti.
Le premi contro le tue labbra,
Le mie pagine di preoccupazione.
Io dissi che c'era un'alluvione.
Io dissi che non c'era rimasto niente.
Io speravo che tu saresti venuta.
Ti diedi il mio indirizzo.
La tua storia era così lunga,
La congiura così intensa,
Ti servirono anni per attraversare
Le linee di auto-difesa.
Le sagome ferite appaiono:
La sconfitta, la distesa gremita;
E semplice cortesia quì,
La solitudine prolungata.
Tu cammini dentro la mia stanza.
Tu stai in piedi vicino alla mia scrivania,
Incomincia la tua lettera
Per colui che verrà dopo.
sabato 22 settembre 2012
mercoledì 19 settembre 2012
martedì 18 settembre 2012
Il tuo odore
– l’incontrovertibile
e brutale odore dell’amore –
rimane intatto
mentre i baci
volatilizzano
nella propria gioia
e l’umidità
diventa una cosa sola con la pelle.
Il tuo odore, invece,
impregna fino al midollo.
Fino a quel luogo segreto
dove s’annida il desiderio
e costringe a lasciare intonsi
i piatti del pranzo
e a danzare ancora
verso il letto,
morti di fame
d’amore.
Indizi - Juan Gustavo Cobo Borda
– l’incontrovertibile
e brutale odore dell’amore –
rimane intatto
mentre i baci
volatilizzano
nella propria gioia
e l’umidità
diventa una cosa sola con la pelle.
Il tuo odore, invece,
impregna fino al midollo.
Fino a quel luogo segreto
dove s’annida il desiderio
e costringe a lasciare intonsi
i piatti del pranzo
e a danzare ancora
verso il letto,
morti di fame
d’amore.
mercoledì 12 settembre 2012
«Ma allora, cos’è che ti conforta?»
«La certezza della mia libertà interiore, » disse lui dopo aver riflettuto « questo bene prezioso, inalterabile, e che dipende solo da me perdere o conservare. La convinzione che le passioni spinte al parossismo come capita ora finiscano poi per placarsi. Che tutto ciò che ha un inizio avrà una fine. In poche parole, che le catastrofi passano e che bisogna cercare di non andarsene prima di loro, ecco tutto. Perciò prima di tutto vivere: Primum vivere. Giorno per giorno. Resistere, attendere, sperare».
Irène Némirovsky, “Suite francese”
«La certezza della mia libertà interiore, » disse lui dopo aver riflettuto « questo bene prezioso, inalterabile, e che dipende solo da me perdere o conservare. La convinzione che le passioni spinte al parossismo come capita ora finiscano poi per placarsi. Che tutto ciò che ha un inizio avrà una fine. In poche parole, che le catastrofi passano e che bisogna cercare di non andarsene prima di loro, ecco tutto. Perciò prima di tutto vivere: Primum vivere. Giorno per giorno. Resistere, attendere, sperare».
Irène Némirovsky, “Suite francese”
sabato 8 settembre 2012
L’amore fisico mi piace, te ne sarai accorto.
Ma il motivo per cui mi piace non sta nel brivido con cui ci inebria e ci consegna all’oblio. Sta nella compagnia che ci regala e con la quale ci rincuora, nel conforto che proviamo a possedere un corpo da cui si è attratti: unire il nostro corpo a quel corpo, sentircelo dentro e addosso. Alcuni sostengono che l’amore fisico non è che un mezzo per procreare, continuare la specie, ma si sbaglian di grosso. Se non fosse che questo,
gli esseri umani si accoppierebbero soltanto quando hanno un uovo da fecondare cioè come gli animali. (Ammesso che gli animali si accoppino veramente per fecondar l’uovo e basta.) No, l’amore fisico è assai più di un mezzo per continuare la specie. E’ un mezzo per parlare, comunicare , farsi compagnia. E’ un discorso fatto con la pelle anzichè con le parole. E, finchè dura, niente strappa alla solitudine quanto la sua materialità. Niente riempie e arricchisce quanto la sua tangibilità. Però è anche la più potente droga che esista, la più grossa fabbrica di illusioni e di equivoci che la natura ci abbia fornito. La droga, appunto, dell’oblio. L’illusione che l’oblio duri per sempre.
Oriana Fallaci
gli esseri umani si accoppierebbero soltanto quando hanno un uovo da fecondare cioè come gli animali. (Ammesso che gli animali si accoppino veramente per fecondar l’uovo e basta.) No, l’amore fisico è assai più di un mezzo per continuare la specie. E’ un mezzo per parlare, comunicare , farsi compagnia. E’ un discorso fatto con la pelle anzichè con le parole. E, finchè dura, niente strappa alla solitudine quanto la sua materialità. Niente riempie e arricchisce quanto la sua tangibilità. Però è anche la più potente droga che esista, la più grossa fabbrica di illusioni e di equivoci che la natura ci abbia fornito. La droga, appunto, dell’oblio. L’illusione che l’oblio duri per sempre.
Oriana Fallaci
giovedì 6 settembre 2012
Spegnimi gli occhi: ti vedrò lo stesso.
Riempimi gli orecchi: posso sentirti.
E senza piedi ti cammino a fianco.
...
E senza bocca posso ancora scongiurarti.
Spezzami le braccia :
ti abbraccerò col cuore , con una mano.
Strappami il cuore , e mi batterà il cervello.
E se spegni anche il fuoco nella mente
allora ti porterò
dentro il mio sangue.
Rainer Maria Rilke
Riempimi gli orecchi: posso sentirti.
E senza piedi ti cammino a fianco.
...
E senza bocca posso ancora scongiurarti.
Spezzami le braccia :
ti abbraccerò col cuore , con una mano.
Strappami il cuore , e mi batterà il cervello.
E se spegni anche il fuoco nella mente
allora ti porterò
dentro il mio sangue.
Rainer Maria Rilke
lunedì 3 settembre 2012
L’amore ai tempi del colera
Una volta lui aveva detto qualcosa che lei non riusciva ad immaginare: gli amputati sentono dolori, crampi, solletico alla gamba che non hanno più. Così si sentiva lei senza di lui, sentendolo là dove non c’era più.
Gabriel García Márquez
Gabriel García Márquez
sabato 1 settembre 2012
Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere..
Mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io.
Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate..
Vivi gli anni che ho vissuto io
e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io..
Ognuno ha la propria storia.
E solo allora mi potrai giudicare.
Mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io.
Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate..
Vivi gli anni che ho vissuto io
e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io..
Ognuno ha la propria storia.
E solo allora mi potrai giudicare.
giovedì 30 agosto 2012
Osserva il gregge che pascola davanti a te: non sa che cosa sia ieri, che cosa sia oggi: salta intorno, mangia, digerisce, salta di nuovo. È così dal mattino alla sera e giorno dopo giorno, legato brevemente con il suo piacere ed il suo dis
piacere, attaccato cioè al piolo dell'attimo e perciò né triste né annoiato… L'uomo chiese una volta all'animale: "Perché mi guardi soltanto senza parlarmi della felicità?" L'animale voleva rispondere e dice: "Ciò avviene perché dimentico subito quello che volevo dire" – ma dimenticò subito anche questa risposta e tacque: così l'uomo se ne meravigliò. Ma egli si meravigliò anche di se stesso, di non poter imparare a dimenticare e di essere sempre accanto al passato: per quanto lontano egli vada e per quanto velocemente, la catena lo accompagna. È un prodigio: l'attimo, in un lampo è presente, in un lampo è passato, prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna come fantasma e turba la pace di un istante successivo. Continuamente si stacca un foglio dal rotolo del tempo, cade, vola via – e improvvisamente rivola indietro, in grembo all'uomo. Allora l'uomo dice "Mi ricordo".
Friedrich Nietzsche - Considerazioni inattuali
piacere, attaccato cioè al piolo dell'attimo e perciò né triste né annoiato… L'uomo chiese una volta all'animale: "Perché mi guardi soltanto senza parlarmi della felicità?" L'animale voleva rispondere e dice: "Ciò avviene perché dimentico subito quello che volevo dire" – ma dimenticò subito anche questa risposta e tacque: così l'uomo se ne meravigliò. Ma egli si meravigliò anche di se stesso, di non poter imparare a dimenticare e di essere sempre accanto al passato: per quanto lontano egli vada e per quanto velocemente, la catena lo accompagna. È un prodigio: l'attimo, in un lampo è presente, in un lampo è passato, prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna come fantasma e turba la pace di un istante successivo. Continuamente si stacca un foglio dal rotolo del tempo, cade, vola via – e improvvisamente rivola indietro, in grembo all'uomo. Allora l'uomo dice "Mi ricordo".
Friedrich Nietzsche - Considerazioni inattuali
lunedì 27 agosto 2012
E sì, mi manca ancora. Per quanto incomprensibile possa essere, sento ancora la sua mancanza. La sento soprattutto in questo tipo di situazione, quando esco, quando mi siedo in un ristorante con qualcuno, quando viene un po’ di sole dopo che ha piovuto, quando la normalità incalza. E’ soprattutto in quei momenti che mi domando cosa ci faccio lì. Perché rimango. Perché non me ne vado. E perché quello che mangio non sa di niente. E perché delle cose che dicono gli amici, non mi
importi assolutamente nulla. E risponda per pura cortesia, sperando che se la bevano e pensando che se pure non se la bevono fa lo stesso. E perché quando mi sembra di cominciare a rilassarmi, finalmente, vengo subito assalito dal solito stormo di piccoli ricordi felici che vuole portarmi via da dove sto. E perché mi sembra di aver lasciato la vita da qualche parte.
Ma dove?
Diego De Silva
importi assolutamente nulla. E risponda per pura cortesia, sperando che se la bevano e pensando che se pure non se la bevono fa lo stesso. E perché quando mi sembra di cominciare a rilassarmi, finalmente, vengo subito assalito dal solito stormo di piccoli ricordi felici che vuole portarmi via da dove sto. E perché mi sembra di aver lasciato la vita da qualche parte.
Ma dove?
Diego De Silva
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