Il dolore è senza domani, è un muso di cavallo che blocca i garretti possenti,
ma ieri sono caduta in basso, le mie labbra si sono chiuse e
lo spavento è entrato nel mio petto con un sibilo fondo
e le fontane hanno cessato di fiorire,
la loro tenera acqua era soltanto un mare di dolore in cui naufragavo dormendo,
ma anche allora avevo paura degli angeli eterni.
Ma se sono così dolci e costanti,
perché l’immobilità mi fa terrore?
Alda Merini

Nessun commento:
Posta un commento