va sgranandosi un rosario
di incantesimi funesto
e di uguale cantilena:
le passioni son pretesto
per il sangue necessario
a colmare le confuse
menti involte in noia e in pena.
Per quell'anime deluse
serve qualche sacro testo
a coprir come un sipario
la vuotezza della scena.
Non l'affetto, né la piena
delle voglie e delle accuse
muove il cuore: tutto è gesto
in quest'ozio sanguinario.
Le altrui morti sono scuse
all'interna morte, e a questo
passatempo funerario
sol si piega la lor schiena.
Senza luce, opache, ottuse
le sospinge senza arresto
come il vento arida arena
un volere involontario.
Se ristagna in ogni vena
nero il sangue, e amaro e infesto,
si rifugiano le Muse
in un pianto solitario.
gennaio 1944 Carlo Levi

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